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Cuore di Gesù nostra pace  e riconciliazione

 

GIOVANNI PAOLO II

 

 

                     Don Stefan Wincenty Frelichowski, sacerdote e martire

 

1 «Cuore di Gesù, nostra pace e riconciliazione, abbi pietà di noi››.

2 Ci inchiniamo con fede davanti al grande mistero dell'amore del DivinCuore e vogliamo rendergli onore e gloria. Ave, Gesù; ave Cuore Divino delFiglio dell'uomo, che ha tanto amato gli uomini.

3 Rendo grazie a Dio perché oggi mi viene dato di visitare la giovanediocesi di Torun e lodare, insieme a voi, il Sacratissimo Cuore del Salvatore.Ringrazio con gioia la Divina Provvidenza per il dono di un nuovo beato,sacerdote e martire Stefan Wincenty Frelichowski, testimone eroicodell'amore di cui è capace un pastore. Saluto cordialmente tutti i presenti aquesta funzione del mese di giugno. Saluto in modo particolare il VescovoAndrzej - Pastore della Chiesa di Torun, il Vescovo ausiliare Jan, il clero, lepersone consacrate e tutto il Popolo di Dio di questa terra. Saluto Torun, cittàcara al mio cuore e la bella Pomerania sulla Vistola. Sono lieto di essermipotuto recare nella vostra città, resa famosa da Nicolò Copernico. Torun èconosciuta anche grazie agli sforzi intrapresi nel corso della storia a favoredella pace. Fu proprio qui che si riuscì per due volte a concludere i trattati dipace, che nella storia ricevettero il nome di Pace di Torun. Anche in questacittà ebbe luogo l'incontro dei rappresentanti dei cattolici, dei luterani e deicalvinisti di tutta l'Europa, che ricevette il nome di COI l0qui um Charitaflvum,cioè «Colloquio Fraterno». Un'eloquenza particolare acquistano qui le parolede1 Sa1mista: «Per il bene dei miei fratelli e dei miei amici io dirò: "Su di te siapace!" Perla casa dei Signore nostro Dio, chiederò per te il bene» (Sal 121[122], 8-9).

1. LA CHIESA VIVE INCESSANTEMENTE DEL VANGELO DI PACE

4 «Cuore di Gesù, nostra pace e riconciliazione››.

5 Ecco il Cuore del Redentore - segno leggibile del suo invincibile amorepieni della divinità» (Col 2, 9). La pace portata, sulla terra da Cristo,proviene proprio da questa Pienezza e da quest'Amore. È dono di un Dio cheama, che ha amato l'uomo nel Cuore dell'unigenito Figlio. «Egli è la nostrapace» (cfr. Fil 2, 14) - esclama San Paolo. Si, Gesù è la pace, è la nostrariconciliazione. È stato Lui ad annientare l'inimicizia, nata dopo il peccatodell'u0m0 ed a riconciliare con il Padre tutti gli uomini, mediante la morte in Croce. Sul Golgota il Cuore di Cristo fu trafitto da una lancia in segno ditotale dono di se, di quell'amore oblativo e salvifico con cui egli «Ci amò si noalla fine›› (cfr. Gv l3, 1), gettando il fondamento all'amicizia di Dio con gliuomini.

6 Ecco perché la pace di Cristo è diversa da quella immaginata dal mondo. Nel Cenacolo, prima della sua morte, rivolgendosi agli Apostoli, Cristo dissechiaramente: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo,io la do a voi›› (Gv 14, 27).

7 Mentre gli uomini intendevano la pace prima di tutto a livello temporaleed esteriore, Cristo dice che essa scaturisce dall'ordine soprannaturale, è ilrisultato dell'unione con Dio nell'amore.

8 La Chiesa vive incessantemente del Vangelo della pace. L'annunzia atutti i popoli e a tutte le nazioni. Instancabilmente indica le vie della pace edella riconciliazione. Introduce la pace abbattendo le mura di pregiudizi e diostilità tra gli uomini. Lo fa prima di tutto tramite il Sacramento dellaPenitenza e della Riconciliazione: portando la grazia della divinamisericordia e del perdono, arriva alle radici stesse delle angosce umane,guarisce le coscienze ferite dal peccato, in modo che l'uomo provi confortointeriore e diventi portatore di pace. La Chiesa condivide anche la pace cheessa stessa sperimenta ogni giorno nell'Eucaristia.

9 L'Eucaristia è il culmine della nostra Pace. ln essa si compie il sacrificiodella riconciliazione con Dio e con i fratelli, risuona la parola di Dio cheannuncia la pace, si eleva senza mai cessare la preghiera: "Agnello di Dio,che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi". Ne1l'Eucaristia riceviamo ildono di Cristo stesso che si offre e diventa nostra pace. Allora, con particolarechiarezza sperimentiamo il fatto che tale pace non la può dare il mondo,perché non la conosce (cfr. Gv 14,27).

10 Lodiamo oggi la pace del nostro Signore Gesù Cristo; la pace che egliha concesso a tutti coloro che si incontrarono con Lui, durante la sua vitaterrena. La pace con la quale salutò gioiosamente i discepoli dopo la suaresurrezione.

2. ILBEATO WINCENTY DIEDE SE STESSO AGLI ALTRI CONPROFONDA UMILTÀ

11 «Beati gli operatori di pace perché saranno chiamati figli di Dio›› (Mt5, 9).

12 Così ci dice Cristo nel discorso della montagna. Dal profondo del suoCuore che ama, esprime il desiderio della nostra felicità. Cristo sa che sommafelicità è l'unione con Dio che fa dell'uomo un figlio di Dio. Tra le varie vieche conducono alla pienezza della felicità, egli indica anche quella che passaattraverso l'operare a favore della pace e il condividerla con altri. Gli uominidi pace sono degni del nome di figli di Dio. Gesù chiama felici le persone diquesto genere.

13 «Beati gli Operatori di pace». La dignità di tale qualifica spettagiustamente a Don Stefan Wincenty Frelichowski, elevato oggi alla gloriadegli altari. Tutta la sua vita infatti è quasi come uno specchio in cui si riflettelo splendore di quella filosofia di Cristo, secondo la quale la vera felicitàraggiunge solo colui che, in unione con Dio, diventa un uomo di pace, che eoperatore di pace e porta la pace agli altri. Questo sacerdote di Tomn, chesvolse il servizio pastorale per meno di otto anni, ha dato una testimonianza leggibile del suo donarsi a Dio e agli uomini. Vivendo di Dio, sin dai primianni del sacerdozio, con la ricchezza del suo carisma sacerdotale andavaovunque c'era bisogno di portare la grazia della salvezza. Apprendeva isegreti dell'animo umano e adattava i metodi della pastorale alle necessità diogni uomo che incontrava.

14 Tale capacità egli l'aveva attinta dalla scuola dello scoutismo da cuiaveva acquisito una particolare sensibilità ai bisogni altrui e costantemente lasviluppava nello spirito della parabola del buon Pastore che cerca le pecoresmarrite ed è disposto a dare la propria vita per salvarle (cfr. Gv 10, 1-21).Come sacerdote sempre aveva la consapevolezza di essere testimone di unagrande Causa, e al contempo serviva gli uomini con una profonda umiltà.Grazie alla bontà, alla mitezza e alla pazienza guadagno molti a Cristo, anchenelle tragiche circostanze della guerra e dell'occupazione.

15 Nel dramma della guerra egli inscriveva in un certo senso un susseguirsidi capitoli del servizio della pace. Il cosiddetto Forte VII, Stutthof,Grenzdorf, Oranienburgo Sachsenhausen, infine Dachau, sono le progressivestazioni della sua via dolorosa, sulla quale rimase sempre lo stesso: intrepidonell'adempimento del ministero sacerdotale. Andava con esso specialmenteda coloro che ne avevano maggior bisogno, a quanti in massa morivano ditifo, del quale alla fine egli stesso cadde vittima. Donò la sua vita sacerdotalea Dio e agli uomini, portando la pace alle vittime della guerra. Condividevala pace generosamente con gli altri, perché la sua anima attingeva la forzadalla pace di Cristo, E fu una forza cosi grande, che perfino la morte damartire non riuscì ad annientarla.

3. CARI SACERDOTI, SIATE TESTIMONI DELL'AMOREMISERICORDIOSO DI DIO

16 Cari Fratelli e Sorelle, senza il rinnovamento interiore e senza l'impegnodi sconfiggere il male e il peccato nel cuore e, specialmente senza l'amore,l'uomo non conquisterà la pace interiore. Essa è in grado di sopravviveresoltanto quando e radicata nei valori più alti, quando è basata sulle normemorali ed è aperta a Dio. Non può invece resistere, se è stata elevata sulterreno paludoso dell'indifferenza religiosa e di un arido pragmatismo. Lapace interiore nasce nel cuore dell'uomo e nella vita della società dall'ordinemorale, dall'ordine etico, dall'osservanza dei comandamenti di Dio.

17 Condividiamo con altri questa pace di Dio, come lo faceva il beatosacerdote e martire Wincenty Frelichowski. Diventeremo così un germogliodi pace nel mondo, nella società, nell'ambiente in cui viviamo e lavoriamo.Mi rivolgo con quest'appello a tutti senza alcuna eccezione, e in modoparticolare a voi, cari sacerdoti. Siate testimoni dell'amore misericordioso diDio. Annunciate con gioia il Vangelo di Cristo, dispensando il perdono diDio nel Sacramento della Riconciliazione. Mediante il vostro servizio cercatedi avvicinare tutti a Cristo, datore della pace.

18 Rivolgo queste parole anche a voi, cari genitori, che siete i primieducatori dei vostri figli. Siate per essi l'immagine dell'amore e del perdonodivino, cercando con tutte le forze di costruire una famiglia unita e solidale.Famiglia, proprio a te è stata affidata una missione di primaria importanzadevi partecipare alla costruzione della pace, del bene che e indispensabile perlo sviluppo e per il rispetto della vita umana.

19 Chiedo a voi, educatori, che siete chiamati ad inculcare nella giovanegenerazione i valori autentici della vita: insegnate ai bambini e ai giovani latolleranza, la comprensione e il rispetto per ogni uomo; educate le giovanigenerazioni in un clima di vera pace, è loro diritto è vostro dovere.

20 Voi, giovani, che portate nel cuore grandi aspirazioni, imparate a viverenella concordia e nel reciproco rispetto, aiutandovi con solidarietà gli universo gli altri. Sostenete nei vostri cuori l'aspirazione al bene e il desideriodella pace (cfr. Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace, 1.1.1997,n. 8).

21 Le società e le nazioni hanno bisogno di uomini di pace, autenticiseminatori della concordia e del rispetto reciproco. Uomini che colmino ipropri cuori con la pace di Cristo e la portino agli altri, la portino nelle case,negli uffici e nelle istituzioni, nei luoghi di lavoro, nel mondo intero. La storiae i nostri giorni dimostrano che il mondo non può dare la pace. Il mondo èspesso impotente. Perciò occorre indicargli Gesù Cristo, che mediante lamorte in croce ha lasciato la sua pace agli uomini, garantendo per noi la suapresenza per tutti i secoli (cfr. Gv 14, 7-31). Quanto sangue innocente e statoversato nel XX secolo in Europa e in tutto il mondo, perché alcuni sistemipolitici e sociali hanno abbandonato i principi di Cristo che garantiscono unagiusta pace. Quanto sangue innocente si sta versando davanti ai nostri occhi.I tragici eventi in Kosovo lo hanno dimostrato e lo stanno dimostrando inmodo molto doloroso. Siamo testimoni del come la gente invoca e desiderala pace.

4. IL SACRO CUORE È IMMAGINE VIVA DELL'INFINITO AMOREDI GESU’.

22 Pronuncio queste parole in una terra che nella sua storia sperimentò itragici effetti della mancanza di pace, divenendo vittima di guerre crudeli erovinose. Il ricordo della Seconda Guerra Mondiale è sempre vivo, le feritedi quel cataclisma della storia avranno bisogno di molto tempo per esserecompletamente rimarginate. Che il grido di pace raggiunga da questo luogotutti nel mondo intero. Voglio ripetere le parole che ho pronunciatoquest'anno nel Messaggio Pasquale Urbi et Orbi: «La pace è possibile, la paceè doverosa, la pace è primaria responsabilità di tutti! Possa 1'alba del terzomillennio vedere il sorgere d'una nuova era in cui il rispetto per ogni uomo ela fraterna solidarietà tra i popoli sconfiggeranno, con l'aiuto di Dio, la culturadell'odio, della violenza e della morte».

23 Accogliamo con grande riconoscenza la testimonianza della vita delbeato Wincenty Frelichowski, eroe dei nostri tempi, sacerdote e uomo dipace, come una chiamata per la nostra generazione. Voglio affidare il donodi questa beatificazione in modo particolare alla Chiesa di Torun, perchécustodisca e diffonda la memoria delle grandi opere di Dio, compiutesi nellabreve vita di questo sacerdote. Affido questo dono soprattutto ai sacerdoti diquesta diocesi e di tutta la Polonia. Don Frelichowski scrisse già all'inizio delsuo cammino sacerdotale: «Devo essere un sacerdote secondo il Cuore di Cristo». Se questa beatificazione è un grande rendimento di grazie a Dio peril suo sacerdozio, è anche una lode a Dio per le meraviglie della sua grazia,che si compiono attraverso le mani di tutti i sacerdoti anche attraverso levostre mani.

24 Voglio rivolgermi anche a tutta la famiglia degli scout polacchi, allaquale il neo beato era profondamente legato. Diventi il vostro patrono,maestro di nobili d'animo e intercessore di pace e di riconciliazione.

25 Tra pochi giorni cade il centesimo anniversario della consacrazionedell'umanità al Sacratissimo Cuore di Gesù. Ciò fu fatto in tutte le diocesi peropera del Papa Leone XIII, il quale a questo fine pubblicò l'Enciclica Sacramentum Sacrum. Scrisse in essa: «Il Divin Cuore e simbolo e viva immaginede11'infinito amore di Gesù Cristo, che ci sollecita a ricambiarlo a nostra voltacon l'amore›› (n. 2). Poc'anzi abbiamo rinnovato insieme Fatto diconsacrazione al Sacratissimo Cuore di Gesù. In questo modo abbiamoespresso il sommo omaggio, e anche la nostra fede in Cristo Redentoredel1'uomo. Egli è «l'Alfa e l'Omega, il Principio e la Fine» (Ap 21, 6), a Luiappartiene questo mondo, e il suo destino.

26 Oggi, mentre adoriamo il suo Sacratissimo Cuore, preghiamo con ardoreper la pace. Prima di tutto per la pace nei nostri cuori, ma anche per la pacenelle nostre famiglie, nella nostra nazione e in tutto il mondo. «Cuore diGesù, nostra pace e riconciliazione, abbi pietà di noi››.